La redazione di Azione Universitaria Politecnico
Chi siamo
Azione Universitaria Politecnico è nata nel 1998, da un gruppo di amici del Corso di Edile, con l’intento di dare risposta a esigenze fino ad allora inascoltate, e, soprattutto di dare alla rappresentanza studentesca nel nostro Politecnico un’impronta di autenticità e trasparenza, al fine di riavvicinare lo studente, spesso demotivato e sfiduciato, alle istituzioni ed agli organismi assembleari in cui la componente studentesca è presente. L’autenticità di un rappresentante degli studenti emerge dal primo contatto, dalla disponibilità dimostrata, dalla maggiore o minore distanza dai problemi della vita quotidiana dello studente-tipo. Nel peggiore di casi si corre il rischio di imbattersi in uno di quelli che noi di AUP definiamo i “senatori”: quei rappresentanti, cioè, che ormai hanno assunto il loro ruolo con un atteggiamento ridicolmente professionale, con un attaccamento alla “poltroncina” degno di veri e propri politicanti d’accatto, di cui evidentemente possiedono tutte le “qualità”: arroganza, oscurantismo, burocratese, prudenza, forza coi deboli, remissività coi potenti …
Queste furono le ragioni che ci spinsero a cercare di fornire un contributo diretto, genuino, per quanto poco rilevante (non dobbiamo essere noi però a dirlo, nè tanto meno i nostri detrattori di mestiere sempre pronti a colpire in modo vile e menzognero) alla vita democratica del nostro Politecnico, affinchè la rappresentanza studentesca divenisse uno strumento sempre a disposizione di tutti gli studenti per realizzare anche su piccola scala principi di democrazia diretta. Ma purtroppo parole grosse come democrazia spesso cadono sulle bocche sbagliate o, peggio, nelle mani sbagliate, producendo un Paese normale, un’Università normale, una Rappresentanza studentesca normale.
La rappresentanza per noi assume una forma di “volontariato”. Si tratta di un impegno che porta via tempo e denaro, visto che la nostra associazione vivacchia per lo più sull’autofinanziamento e la maggior parte dei volantini informativi che noi affiggiamo sulle bacheche (e che sistematicamente persone con le mani più grandi del cervello vanno strappando) sono pagati di tasca nostra. Ma si tratta di un’attività che riserva soddisfazioni ben più cospicue del mero interesse materiale.
In qualche modo ci sforziamo di recuperare, tra colleghi, un senso di solidarietà che il nostro tipo di studi difficilmente favorisce. Tutto ciò si può favorire esclusivamente attraverso la trasmissione di informazioni nel tempo più breve possibile (scadenze di borse di studio, contratti part-time, …) o raccogliendo le molteplici lamentele provenienti dai colleghi incontrati nei corridoi giorno per giorno, cercando di trovare insieme soluzioni plausibili, nei limiti delle nostre possibilità. Non promettiamo la luna, nè mai lo abbiamo fatto. Promettiamo solo la massima disponibilità personale, al fine di risolvere insieme i problemi che via via ci vengono sottoposti dai colleghi.
I nostri principi-guida sono rintracciabili in questo brano tratto dal nostro statuto interno: “Azione Universitaria Politecnico è un’associazione culturale senza fini di lucro. Scopo principale è quello di diffondere, all’interno del Politecnico di Bari i principi fondamentali di cui sopra, nonché trasmettere e diffondere, in ogni forma possibile la cultura libera e l’informazione a vantaggio degli studenti iscritti al Politecnico di Bari. Ciò al fine di promuovere la creazione di una comunità di studenti che si propongano di informare ogni azione ai seguenti obiettivi: MERITOCRAZIA (favorendo in ogni modo gli studenti meritevoli) e GIUSTIZIA SOCIALE (favorendo gli studenti bisognosi e meritevoli nell’accesso alle risorse messe a disposizione dal Politecnico di Bari)”.
Da anni è attiva la nostra auletta, che abbiamo intitolato al giudice Paolo Borsellino, assassinato dalla mafia. Perchè non si dimentichino gli eroi, per avere dei modelli sani a cui ispirarsi, perchè il giudice Borsellino era un meridionale a cui ci sentiamo vicini, sia per una condivisione delle idee che di metodo. Era una persona schiva, che rifiutava la ribalta dei mass-media, ma operava nel buio, con serietà e dedizione. Perchè il suo sacrificio sia sempre un monito per le generazioni future. Noi oggi abbiamo il grande onore di riferire al suo ricordo i nostri sforzi e le nostre speranze.
Abbiamo conseguito i primi rappresentanti nelle elezioni studentesche del 1999 ed abbiamo tentato di non deludere i nostri elettori; adesso speriamo di portare avanti il nostro dialogo quotidiano con tutti coloro che intendano affiancarci nella nostra lotta tesa a migliorare la qualità della vita dello studente del Politecnico ed a favorire la trasparenza dei nostri rapporti con l’università!
A presto colleghi!!
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Il nostro impegno lo dedichiamo al lavoro dei valorosi soldati italiani in missione di pace.